ToyFair2016: le novità TMNT targate Megabloks

Direttamente dalla Toy Fair 2016 di New York tutte le novità TMNT targate Megabloks. Tra le piacevolissime novità non possiamo non notare, con estrema pacatezza… O MIO DIO HANNO FATTO IL TECNODROMO.

Degne di nota ovviamente le figure in stile fumetto del 1984, ma anche la versione del Party Wagon direttamente dalla serie animata del 1987.

Megabloks si conferma ancora una volta molto più brava di LEGO nello sfruttare il franchise TMNT, attingendo a piene mani da tutte le incarnazioni presenti e passate delle Tartarughe.

(Fonte: TMNT Cowabunga)

Ci è piaciuto Tartarughe Ninja?

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Ebbene, il momento è giunto.

E direi di girarci poco attorno: non posso assolutamente dire, come ho letto in giro, che questo film è un INSULTO a tutti i fan delle Tartarughe Ninja. E lo dico tirando un sospiro di sollievo, perché, va ammesso, mi aspettavo qualcosa di decisamente peggiore. E invece… invece è tutt’altro che ottimo, ma è, diciamo, decente.

Partiamo dalle note negative, che così ce le leviamo dalle scatole. Primo punto: sulla locandina ci sono Leonardo, Michelangelo, Donatello e Raffaello, ma di fatto è un film su April O’Neal/Megan Fox. Si parte con lei, c’è sempre lei, si chiude con lei: uno one-woman show con in mezzo 4 tartarughe umanoidi e inquietanti di due metri che fanno da spalle. E le Turtles, che non si fanno neppure vedere nella prima parte del film, non sembrano caratterizzate in maniera sufficiente: va bene, Raffaello è il ribelle e Michelangelo è il pirla della situazione, ma il fatto che Donatello sia un nerd con il desiderio di diventare “quello fico” e che Leonardo sia IL leader viene giusto accennato, quasi dato per scontato. E non va per niente bene. L’adattamento italiano impoverisce alcune battute e riferimenti al tarta-universo, ma non per colpe sue: provateci voi a riportare nella nostra lingua l’espressione “Heroes in a half shell”.

Importante capitolo villain (con spoilerino): c’è Shredder, ma la sua figura viene scissa in due personaggi differenti. Da una parte il classico Oroku Saki (ovvero Shredder), il guerriero crudele, il maestro giapponese senza scrupoli, l’armatura, il braccio (fin troppo) armato del male; dall’altra Eric Sacks (nome “occidentalizzato” di Oroku Saki), ovvero la mente, il doppiogiochista, il subdolo, l’avido uomo d’affari. Io l’ho trovata una scelta interessante, anche se qualcuno potrebbe storcere il naso per l’aria da Transformer che hanno voluto dare all’armatura di Shredder, ma vabbè c’è pur sempre l’ombra di Bay.

TEENAGE MUTANT NINJA TURTLES

La trama è lineare, senza grandi colpi di scena, comprensibilissima da tutti. Forse fin troppo, dato che non accade nulla di particolarmente imprevedibile. Detto questo il film mantiene un buon ritmo per tutta la sua durata, alternando scene d’azione e momenti comici e riflessivi (pochi ma buoni). Detto questo la profondità non è mai stata uno dei punti di forza delle storie delle Tartarughe, che avevano una parvenza di spessore giusto nei fumetti. E nella serie del 2003, che difatti si basa sui comics. Certo, che Splinter impari l’arte del combattimento da dei libri trovati a caso nelle fogne è un pelino forzato, ma per giustificare un ratto che insegna arti marziali, prima di questa scelta abbiamo visto:

  • Hamato Yoshi, già maestro di arti marziali, che si trasforma direttamente in Splinter, vivendo nelle fogne dopo la fuga dal Giappone e trovando CASUALMENTE le tartarughe immerse nel mutageno (serie animate del 1987 e del 2012)
  • Splinter, topo da compagnia del maestro Hamato Yoshi, che impara il Ninjitsu OSSERVANDO il suo padrone (fumetti originali, primi film, serie del 2003)
  • Splinter che è la REINCARNAZIONE spirituale dell’originale Hamato Yoshi, ucciso da Shredder all’epoca del Giappone feudale (nuova serie a fumetti della IDW)

E quindi non stiamo a fare troppo i puntigliosi.

Si diceva di Megan Fox. Nonostante monopolizzi la pellicola non aspettatevi di vedere la solita bellona buttata nella mischia con le grazie in bella mostra per far salire l’ormone al pubblico maschile. Resta sempre un bel vedere, chiaro. E partiamo da qui con le note positive, che ce n’è qualcuna, dai. Tipo la grafica.

Già perché prima della visione non mi avrebbe neppure sfiorato l’idea di poter parlare bene del design dei personaggi. E invece sono animati in maniera straordinaria, interagiscono senza problemi con l’ambiente circostante e, cosa più importante, il design delle tartarughe FUNZIONA. Non so bene perché, ma sono credibilissime (per essere enormi tartarughe ninja adolescenti e parlanti) e hanno un’espressività, soprattutto negli occhi, davvero stupefacente. Splinter poi, con la voce di Massimo Lopez, riesce ad essere tanto paterno quanto pantegana.

I grandi appassionati delle TMNT troveranno molte citazioni a tutto l’universo delle tartarughe, spaziando da celebri tormentoni (“Tonight, I dine on turtle soup!”, “Heroes in a half shell”, “Cowabunga”), al jingle della sigla americana, a palesi rifacimenti di spezzoni del primo film, come la pizza tagliata al volo con la katana e una fetta che vola in testa a Splinter, fino a cose che avremmo voluto dimenticare (riferimenti alla VERA band delle Tartarughe Ninja). Insomma il lavoro di ricerca e studio è stato apprezzabile.

Tiriamo le conclusioni: il film non è una perla del cinema contemporaneo, ma fin qui nulla di inaspettato. Abbiamo un classico blockbuster senza grandi pretese. Tutto sommato se non siete troppo “puristi” sulle Tartarughe (e vi consiglio di non esserlo) il film scorrerà via facilmente e vi strapperà qualche risata, senza mai annoiare. Le tartarughe vi colpiranno per fisicità e carattere, ma “purtroppo” vi cuccherete per buona parte del film la sola Megan Fox.

Per quanto mi riguarda la classifica dei film sulle Tartarughe Ninja viene così ridisegnata:

  • Tartarughe Ninja alla Riscossa
  • Tartarughe Ninja II – Il segreto di Ooze
  • TMNT
  • Tartarughe Ninja (2014)
  • Tartarughe Ninja III

E se non vi basta potete gustarvi anche la videorecensione fatta a caldo dopo la visione del film sul canale dell’amico Anima NerdGiusto per non farvi mancare nulla.

Videogame Nostalgia con Anima Nerd: Teenage Mutant Ninja/Hero Turtles (NES)

Una piccola ma importante collaborazione (lasciate perdere il mio stile trasandato) con il simpatico canale di Anima Nerd, alle prese con la frustrazione inevitabile provocata da uno dei giochi più difficili e terribili di sempre: Teenage Mutant Ninja/Hero Turtles per NES.

Enjoy e COWABUNGA!

Come rendere epico il Ninja Rap di Vanilla Ice

Perché, diciamolo apertamente, il punto più basso del secondo film è stato il Ninja Rap di Vanilla Ice con le Tartarughe Ninja, appena un attimo prima dello scontro finale con il redivivo Shredder. Ma alla fine chiunque abbia visto il film non riesce a toglierselo dalla testa.

Per dargli un’aria tutta nuova c’è voluto il canale Youtube RealTDragon, che con Black Nerd Comedy (qui la sua intervista allo stesso Vanilla Ice, che mostra fiero il tatuaggio delle Turtles) e soprattutto con il gruppo di cosplayer della Turtle Power Entertainment hanno dato vita a qualcosa di assolutamente EPICO al Dallas Comic Con 2014.

Sempre per festeggiare al meglio i 30 Anni delle TMNT.

30 Anni di TMNT

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Il 5 maggio del 1984 Kevin Eastman e Peter Laird vendevano la prima copia del loro piccolo progetto autoprodotto. Poco più di 3000 copie, esaurite subito, ad un convention di fumetti a Portsmouth, nel New Hampshire. Quello che fino a pochi mesi prima era stato un passatempo creativo, per parodiare soprattutto gli storici Daredevil e Ronin di Frank Miller, diventa inaspettatamente un successo. Racimolati 1200 dollari per realizzare il primo numero, fondata nelle rispettive abitazioni la Mirage Comics, i due avevano provato la folle impresa di far diventare famose in tutto il mondo le storie di quattro tartarughe allevate alla pratica del ninjutsu dal loro maestro Splinter, in cerca di vendetta verso l’odiato Shredder.

Ci riuscirono.

Grazie. Di cuore.

Il Trailer del nuovo film delle TMNT: come rovinarmi la giornata

Ok, è uscito. Ora, non è che uno deve per forza demolirlo a priori, mapporcamiseriaccia che roba è? Nel trailer non si dice praticamente NULLA. Si vede tipo la città in preda alla distruzione, che da un momento all’altro ti aspetti che salti fuori Optimus Prime. Poi spunta Megan Fox, e vabbè, quella la dovevamo mettere in conto, ma sulla sua April O’Neil rimando il giudizio. Così come su Shredder. E su Splinter? Lo facessero almeno vedere…

Poi spuntano loro. Intendo le tartarughe. Cioè più o meno, perché sembrano più dei cyborg. Va bene distaccarsi dal cartone del 1987, va bene cercare di fare qualcosa di forte. Ma qua siamo alla tamarraggine: c’era proprio il bisogno di pimparle così tanto? Non solo nel fisico, ma soprattutto negli accessori… bah. E una CGI tutt’altro che realistica, degna del miglior Lizard in Amazing Spiderman.

Insomma, non si fosse capito (ma si è capito) sono decisamente deluso. Bocciamo già il film? Ancora no, sarebbe un errore. Ma certo che così non mi rendete di certo la vita facile, eh. Dannati Michael Bay e Jonathan Liebesman.

Questa è inoltre la versione italiana. E dico SOLO UNA COSA: “Wowo, tranqui, non sclerare”. Vi odio.

P.S. Adesso più che mai ho bisogno di rivedermi il primo film

Tartarughe Ninja Alla Riscossa, il film (1990)

Nel marzo del 1990 ero nato da poco meno di un anno, quando in America, senza enormi aspettative in partenza, vide la luce il film Tartarughe Ninja Alla Riscossa. La serie animata con cui tutti noi debosciati siamo cresciuti già andava in onda dal 1987 e quelle quattro mangiapizza provviste di guscio imparai a conoscerle solo con quell’aria da pirloni buontemponi che salvano la terra da mutanti strampalati, creature provenienti da altre dimensioni e uno Shredder ad alto livello di idiozia (aria che ripresero nel sequel del film, che potrete trovare qui).

Per questo pochi anni dopo la sua uscita, da pimpante ragazzino mangiapizza, quando mi trovai di fronte a Tartarughe Ninja Alla Riscossa rimasi tanto scioccato quanto meravigliato. C’era ben altro oltre a quello che avevo visto nei cartoni, le Tartarughe non erano le stesse e sapevano soffrire, gridare di rabbia, rischiare davvero la vita. Ma soprattutto erano vere: diamine, non erano per un cazzo solo dei cartoni animati, parlavano con attori in carne e ossa e si muovevano in una vera New York!

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Solo più tardi (all’arrivo di Internet in casa mia, diciamo) scoprì che dietro a questa magistrale opera di ricostruzione delle Tartarughe c’era quel genio di Jim Henson, il PADRE dei Muppets, che in 18 settimane con il suo studio aveva dato la vita a delle creature plausibili, credibili, capaci di trasmettere emozioni. Vive, insomma. E non aveva potuto neppure godersele più di tanto, perché una grave forma di polmonite (mi pare di aver capito così) se lo portò via nel maggio del 1990.

Tornando al film, a vederlo oggi molti di voi penseranno che quelle Tartarughe siano dei palesi costumoni decisamente irrealistici. Male per voi, perché la bellezza ed il romanticismo di questo film sta anche e soprattutto nel fatto che nel ricostruirle non c’è un pizzico di quella computer grafica tanto usata e abusata nel cinema attuale. E boh, sarò nostalgico io, sarà che ho davvero dei bei ricordi legati a questo film, ma questa cosa mi fa brillare gli occhi: la capacità di portare in maniera semplice e pulita nel MIO mondo, quello reale e cattivo, qualcosa che avevo visto fino a poco prima solo in un cartone per bimbi (e, qualche anno dopo, letto nelle opere di Eastman e Laird in colpevole ritardo). Era incredibile.

Ed ecco perché resto mooooooolto scettico a riguardo del reboot sulle TMNT targato (o meglio prodotto) Michael Bay, dove la Tartarughe appariranno così, con quel gran carico di tamarraggine, come piace ai giovini di oggi. Ma questa è un’altra storia: per ora godetevi questo film e fatemi sapere cosa ne pensate. Lo avete già visto? Bhè, eccovi la scusa perfetta per riguardarlo. COWABUNGA!

*Piccola parentesi conclusiva in onore della Jim Henson’s Creature Shop: è opera loro pure il design del cartoncino di latte del video dei Blur di Coffee & Tv del 1999 (questo per intenderci), altro capolavoro che ha segnato la mia gioventù. E giù di lacrimoni.