Riflessioni post Nintendo Digital Event (#E32014)

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Uno show a tutti gli effetti. Dire che ci si aspettava uno spettacolo così sarebbe da bugiardi: la Nintendo a ‘sto giro ci ha sorpreso tutti. Eravamo tutti lì a sbavare per il misteriosissimo picchiaduro con i Pokémon protagonisti (che fine ha fatto Pokkén?) e questi ti tirano fuori…. #amiibo? Giriamoci poco attorno, perché è questa la novità di giornata.

Come Disney Infinity? No, a sentire loro per niente. Perché di fatto queste figures avranno una memoria interna e saranno compatibili con una molteplicità di giochi (su tutti Smash Bros. e Mario Kart 8). Questo significa che possono salire di livello, avere caratteristiche totalmente differenti le une dalle altre. E io ci vedo un grande potenziale per il futuro del franchise dei Pokémon, non so voi.

Seconda grandissima novità, annunciata con un combattimento epico tra Mr. Iwata e Reggie: nel prossimo Smash Bros. per WiiU si potranno usare i Mii! Opzione già accarezzata in Brawl, come viene spiegato, ma poi abbandonata per problemi vari e recuperata per fortuna in questo capitolo. Di fatto il roster rischia di diventare piuttosto ampio, anche se il Mii potrà avere solo tre stili di combattimento: brawler (a mani nude), swordfighter (con spada, ovvio) e blaster (pistoloni laser). Basta comunque per esaltarmi. Molto.

Aggiungete poi che è stato annunciato un nuovo The Legend of Zelda, ambientato in un mondo apparentemente infinito, con un video che farebbe salire l’hype a chiunque.

Aggiungete pure il trailer di quello che più che un remake pare proprio uno stravolgimento in salsa moderna della terza generazione di giochi Pokémon, con tanto di nuove megaevoluzioni.

Aggiungi il crossover videoludico tra The Legend of Zelda e Dinasty Warriors.

Chiudi con la versione Nintendo di Little Big Planet, ovvero in salsa Mario.

Insomma il risultato finale? Mi tocca comprarmi una Wii U.

Lo sapevo.

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Mi suona strano…

Giocare a Super Mario con audio ed effetti sonori di Sonic: straniante e disturbante.

Next Generation #24 (Dicembre 1996)

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Quanta epicità in una sola copertina.

Gli eroi dei videogiochi per Cranky Kong (ovvero quando Nintendo e Sega si odiavano)

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Il 1995 è un anno importante per la storia dei videogiochi: a Settembre la Sony lancia sui mercati americani ed europei la Playstation (in Giappone era già in commercio dal dicembre 1994). Prima a contendersi la maggior parte dei videogiocatori erano sostanzialmente Nintendo e Sega, con le rispettive console: SNES e Mega Drive erano concezioni opposte della vita.

Così come i rispettivi personaggi: Mario guidava la Nintendo, idraulico italiano paffuto e baffuto alla ricerca della sua principessa, e la Sega contava su Sonic, riccio blu adolescente dotato di super velocità. La “Grande N” aveva però più di un asso nella manica, e le altre punte di diamante ricadevano sotto le saghe di “Legend of Zelda” e, soprattutto, di “Donkey Kong”.

Le stoccate tra le due case non sono mai mancate, ma con il pericolo Sony ormai più che concreto (il 3d della PSX era una bomba) e con la stessa Sega pronta a darsi una mazzata pazzesca sui piedi con il costosissimo Saturn, la Nintendo (dopo aver annunciato con una pernacchia il Nintendo64 sempre nell’estate del 1995) si divertì pure a infierire.

E difatti nel famoso Donkey Kong Country 2 (uscito nel novembre del 1995) suona la marcia funebre alla Sega. Inquadriamo un secondo il gioco: Diddy Kong e la sua fidanzata Dixie devono salvare Donkey Kong, rapito da capitano K. Rool, sconfitto nel primo episodio della serie. Come in quest’ultimo a darci preziosi consigli c’è il saggio e scontroso nonno di Donkey, Cranky Kong (che altri non è che il primo Kong, quello che lanciava barili nel videogioco del 1981).

Cranky è lo stereotipo dell’anziano criticone, che mal sopporta i “nuovi” comportamenti dei suoi parenti eroi dei videogiochi. In questo Donkey Kong Country 2 gestisce un museo, e riconoscerà Diddy tra i suoi “eroi ideali” solo se riuscirà a trovare le 40 Monete DK sparse per tutto il gioco. E ti fa vedere anche il podio dei suoi beniamini: al primo posto c’è Mario, che ne avrebbe raccolte 39, poi Yoshi (29) e sul terzo gradino Link (19).

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Quello che ci importa maggiormente è però nell’angolo in basso a destra, lì dove c’è il cestino dell’immondizia con il cartello “No Hopers” (Senza Speranza). Li avete riconosciuti? La pistola è complicata da riconoscere oggi, ma nel 1995 si capiva facilmente che apparteneva a Earthworm Jim, protagonista dell’omonimo gioco di successo, mentre le scarpe… si, sono palesemente quelle di Sonic.

Che di lì a poco rischiò di finirci per sempre nel cestino, prima di riciclarsi su altre consoles e allearsi addirittura con Mario…

Il “Crash” di Mario Kart 8

Posto il fatto che la conferenza di Nintendo all’E3 è ormai la stessa da parecchio tempo a questa parte, con gli stessi giochi presentati; posto che non sanno più che nomi dare ai Pokémon, essendo finiti i colori; posto che nel nuovo Super Smash Bros. i newcomers saranno Megaman (grazie) ed il “temibilissimo” Villager diAnimal Crossing, con l’assenza, con grande probabilità, di Sonic e Solid Snake; posto e dato per assodato tutto questo, ci rimaneva Mario Kart 8.

Ah, Mario Kart. Il Re del genere, il sovrano incontrastato dei kart game. Con la WiiU sempre più in crisi, le mie speranze di ritornare a sbeffeggiare i possessori di Playstation e XboX si ripongono tutte in questo capitolo. Ma per ora devo dire, purtroppo, che non va.

Fondamentalmente si riparte da Mario Kart 7 (esclusiva 3DS), con le macchine pronte a trasformarsi in deltaplani e sottomarini più l’eccezionale e innovativa, secondo il suo produttore Hidekki Konno, feature dell’antigravità.

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Kart magnetici, che possono correre in determinate zone della pista sulle pareti e addirittura a testa in giù, per il divertimento di tutti quelli che stavano male solo già a guidare sulla Pista Arcobaleno di Mario Kart Wii (esperienza allucinogena). Qualcosa però non torna.

Già, perché la mirabolante novità, su cui punta mamma Nintendo, non è una novità. Per chi divora i Kart Game (tipo il sottoscritto) non sarà difficile ripescare il mediocre Crash Nitro Kart, videogioco per Ps2 che quest’anno compie proprio 10 anni. Seguito “semiufficiale” di Crash Team Racing della Naughty Dog (unico reale competitor della serie MK), sviluppato dalla Vicarious Visions, ruotava parecchio attorno al concetto di kart Magnetico.

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E come si può facilmente vedere dalle immagini, l’idea è praticamente la stessa. Detto ciò sono il primo a sostenere che un gioco, anche per essere un capolavoro, non debba essere innovativo a tutti costi, ma basta che sia divertente (decide poi il mercato cosa lo è e cosa non).

GAMEPLAY DI MARIO KART 8

GAMEPLAY DI CRASH NITRO KART

Ma da Nintendo penso sia logico aspettarsi di più. Qualcosa di più di una “involontaria” scopiazzatura o di un Mario vestito da gattino (si, evito di approfondire il discorso Super Mario 3D World). Ma evidentemente le idee, iniziano a scarseggiare un po’ per tutti…