In gita all’ItLUG Lecco 2014

C’è gente che nei weekend porta la propria fidanzata al mare, in montagna, in qualche posto esotico. Io lo scorso fine settimana, la mia (tutt’altro che controvoglia però), l’ho portata alla sezione di Lecco del Politecnico di Milano. A vedere qualcosa di MERAVIGLIOSO. E sto parlando del raduno ItLUG 2014, ovvero di una bellissima mostra allestita dall’associazione italiana LEGO Users Group (qui il loro bellissimo sito).

Con in testa l’idea di realizzare un qualcosa che potesse assomigliare lontanamente ad un fotoreportage (seppur sprovvisto di fotocamera all’altezza), mi sono portato dietro il mio fotografo di fiducia

20140719_162407

…sperando di regalare comunque qualche sospiro di stupore alla vista di queste bellezze a mattoncini.

Non si fa comunque neppure in tempo ad entrare nell’edificio che la prima costruzione ad accoglierti è questa versione di Piazza delle Erbe di Verona. Per la cronaca, più di 30.000 mattoncini utilizzati nell’allestimento.

Si prosegue con un po’ di roba varia, sempre di gran livello, spaziando da paesaggi bellici a castelli mozzafiato

… arrivando ad altri temi di vario genere, altrettanto stupefacenti.

Tra i pezzi forti, ecco un mostruoso (in senso ovviamente buono), teatro dell’opera. E per gli amanti dello sport, oltre ad un incontro di tennis con tanto di streaker, ecco lo Juventus Stadium, illuminato e con tanto di pulmino in arrivo.

Ed una cabinovia, funzionante, utilissima per portare a sciare i vostri omini gialli.

L’ultima “tavolata” del primo piano (si, c’erano DUE piani) non manca ovviamente di regalare altre gioie, con città felici e battaglie tra vagonate di orchi e eserciti imperiali.

E prima di salire le scale e recarci al prossimo livello gustatevi pure una quantità considerevole di trenini, va là.

Mi auguro che non siate sazi, perché c’è ancora molto da gustare. Al secondo piano si può tranquillamente passare da un tranquillo villaggio invernale a Diagon Alley, o all’Arkham Asylum. E si, c’è persino la luna boscosa di Endor, con tanto di stormtrooper presi a mazzate dagli Ewok. Si chiude, ovviamente, con un bel concertone degi Iron Maiden.

Bene, adesso vi consiglio di tenervi forte: quello che state per vedere non è per i deboli di cuore.

E nella stessa stanza (o almeno in quel che ne rimaneva) potevate trovare anche…

E ci avviciniamo, con la tristezza nel cuore, all’ultima area della mostra, tra Guerre Stellari e ancora villaggi invernali (con tanto di easter eggs flmici e mappe), che vanno sempre bene. Anche a luglio.

La riproduzione del castello di Bianzano, nella parte finale di questo blocco, ha dell’incredibile: quasi meglio dell’originale.

E sempre a proposito di incredulità, pensate all’unica possibile reazione di fronte a questo.

E con queste ultime istantanee direi che il tour, purtroppo, è finito. E io, oltre a rimettermi a posto la mascella, non posso fare altro che ringraziare tutti gli organizzatori e gli espositori per averci regalato (esatto, ingresso GRATUITO) una mostra STUPENDA e rimandarvi nuovamente al sito dell’ItLug, per restare sempre aggiornati su tutto quello che faranno.

E ricordate sempre…

20140719_162332

Annunci

L’isola (LEGO) ci ha portati qui

wp-1394487448769

L’altro giorno, sistemando un po’ di vecchi cimeli, mi sono imbattuto nella scatola di un vecchio gioco per PC, che colpevolmente mi ero dimenticato, ma con cui ho passato davvero un sacco di tempo. Sto parlando di ISOLA LEGO. All’epoca non ero in grado di informarmi più di tanto su questo gioco, né tantomeno avrei potuto prevedere la sua importanza nella storia videoludica della LEGO.

Già perché era il 1997/1998, avevo 8 anni ed a casa mia era appena arrivata la PlayStation, con il fidato MegaDrive che comunque continuava a dare soddisfazioni. In mezzo a tutto quella manna, non so perché, ma insistetti per volere quel dannato Isola LEGO per PC. Già perché avevo anche un PC, con il quale più che altro sperimentavo i dolori della vita giocando a Campo Minato.

Cosa ricordo di questo gioco? Non più moltissimo, ma un paio di cose che trovavo particolarmente odiose si. Su tutte il fatto che i personaggi non fossero capaci di parlarti senza zompettare a destra e a manca e fare rumori strani da cartone animato stereotipato. Poi che il personaggio principali si chiamasse Pepper Roni (sul serio) e che fosse il figlio adottivo della coppia di italiani Mama e Papa Brickolini, che di mestiere facevano… i pizzaioli. E Pepper consegnava le pizze, ovviamente. C’erano anche altri personaggi, lo so, ma sinceramente non me li ricordo.

lego

Oltre a queste cose irritanti, questo gioco aveva però delle grandi idee. Gran parte di tutto quello che componeva l’isola poteva essere modificato, o perlomeno ci si poteva interagire in qualche modo. Inoltre l’isola era esplorabile in prima persona in tutto e per tutto: niente percorsi, niente barriere, tutto in 3D. E c’era pure un sacco di roba da costruire con un editor interno coi controcosi: insomma era come giocare davvero con il Lego, ma sul Pc. E difatti funzionò piuttosto bene, dice la storia.

Si perché Isola LEGO è il primo videogioco in assoluto con protagonisti i LEGO. Prima di LEGO Marvel Super Heroes, di LEGO Star Wars, di LEGO Rock Raiders, di LEGO Racers, prima di tutto c’è stato questo. E se oggi è stato possibile addirittura vedere un film “meraviglioso” basato sui mattoncini danesi, beh, un po’ lo dobbiamo pure a lui.

P.S. Se avete colto la citazione di Lost nel titolo, lode a voi.

Ci è piaciuto The Lego Movie?

LEGO

La prima volta che ne parlai su questo blog sicuramente non trapelava molto entusiasmo per The Lego Movie. Vuoi per la banalità della trama, vuoi per l’accozzaglia di personaggi che vi giravano attorno senza un senso preciso, vuoi per la presenza di Will Ferrell, il tutto non faceva altro che portarmi alla preghiera di non rovinare il ricordo d’infanzia (e non solo) dei miei amatissimi mattoncini preferiti.

Finalmente dopo averlo visto posso dire che… sono rimasto decisamente stranito. Ma piacevolmente stranito. Partendo dalla trama, bhè, tutto quell’alone di banalità che mi aspettavo resta lì per tre quarti del film. Poi Lord e Miller (i registi del film, ne parleremo meglio tra poco) ti fanno marameo e ti ribaltano COMPLETAMENTE il film. Ed è una gran bella cosa, senza spoilerare nulla: amo l’inaspettato, soprattutto nell’era della banalità.

Dicevamo di Lord e Miller: i due hanno già sfornato un’opera dal sottoscritto personalmente apprezzatissima come Piovono Polpette (IL PRIMO) che è il loro grande capolavoro, oltre ad aver scritto e prodotto due episodi della prima stagione di How I Met Your Mother (1×03 Il Dolce Sapore della Libertà e 1×09 Il Pieno di Tacchino).  Ecco, chi ha visto Piovono Polpette si renderà conto di una piccola cosa: il film è per grandi tratti IDENTICO. Identico nella comicità, fatta di cambi repentini di ritmo e nonsense nella quantità perfetta con la giusta dose di azione, e identico in diverse dinamiche di sviluppo della trama. Muta il fatto che, in Piovono Polpette, Flint è un genio emarginato dalla società, mentre, in The Lego Movie, Emmet è un omino Lego perfettamente inserito in una società di stampo capitalistico, ma comunque emarginato socialmente da questa. Sia chiaro che non è un male: Piovono Polpette è un film esilarante, il fatto che gli assomigli molto rende anche The Lego Movie un film esilarante. Poi, ripeto, questo accade per tre quarti del film, perché poi Lord e Miller ti fanno ricollegare tutti i pezzi del puzzle e… guardatelo.

Visivamente il film è un fortissimo schiaffo in faccia. Non ho trovato metafora migliore: lì per lì, per i primi minuti, quel misto di stop motion e computer grafica ti lascia intontito, ma appena quell’enorme mondo di mattoncini si apre sotto i tuoi occhi, esplodendo in meravigliosi giochi di colori, senti la forza del colpo. Sono proprio i colori a dominare tutto il film, dove nessun particolare viene lasciato al caso, dimostrando uno stile intermedio e frammentato, alternativo e innovativo, che frantuma la normalità odierna dell’abusatissima computer grafica. Una gioia per gli occhi.

Tra le tante cose che ho letto a proposito di The Lego Movie, una mi è rimasta particolarmente impressa. In questa recensione del The Globe and Mail si legge: “Can a feature-length toy commercial also work as a decent kids’ movie? The bombast of the G.I. Joe and Transformers franchises might suggest no, but after an uninspired year for animated movies, The Lego Movie is a 3-D animated film that connects.”

Ed è proprio così: il film è una perfetta pubblicità della Lego di 101 minuti. Si coglie lo spirito dell’azienda danese, presentando alcuni dei set che ne hanno fatto la storia, modernizzati e riproposti. E senza dimenticare le tendenza moderna attuale dei set legati a licenze di franchise cinematografici (facciamo partire l’infografica per capirne il successo).

in_legos_large

Si tratta insomma di una colossale e magnificamente architettata operazione di marketing. Tra le più riuscite degli ultimi anni credo, perché qui il mondo del film lo puoi ricreare davvero. Se ci spendi un botto di soldi e otto anni e mezzo di tempo, ma puoi farlo. E questo non fa che dare sostanza e coerenza al film. Il film è per bambini? Mah, non ne sono proprio sicuro… e mi darete ragione se dopo averlo visto rifletterete bene sul finale.

Insomma, questo The Lego Movie è consigliato o no? Chi segue questo blog sa che la nostalgia di quella “leggerezza” (cit.) qui è di casa, e in questo film emerge a palate. I bambini ne rimarranno colpiti visivamente, i più grandi ameranno la capacità di ricreare un mondo tanto vario quanto folle, con una serie di citazioni filmiche più o meno evidenti che vanno da RoboCop e Terminator a Il Signore degli Anelli, fino a Guerre Stellari (con la Warner che evidentemente è giunta a patti con la Disney). Con il tentativo, riuscito, di farti fuggire dal mondo fisso, inquadrato, INVARIABILE della monotonia di tutti i giorni. Quindi si, è ovviamente consigliatissimo.

P.S. Non so voi, ma per me è GENIALE (chi ha già visto il film capirà).

70810_Front_004_Couch

The Lego Movie: misure preventive

Con COLPEVOLISSIMO ritardo ho scoperto solo da pochi giorni l’esistenza (in cantiere per ora) di The Lego Movie, che in America uscirà il 7 febbraio 2014. Il progetto, a quanto sappiamo, ha radici che partono addirittura dal 200, anche se solo nel novembre 2011 è stato dato il via libera dalla Warner Bros.

La trama, vi chiederete voi. Sarà un cavolata pazzesca, direte voi. Lo sembra abbastanza, rispondo io: tale Emmet, omino lego ordinario come tanti, viene confuso per il Master Builder (non Master Blaster) che dovrà salvare l’universo. Assieme a lui un vecchio mistico, una attraente ragazza e Batman. Si, Batman, ma di Lego. Il tutto per sconfiggere il cattivo di turno: Lord Business. Il Signor Affari, che sembra una roba alla Lord Micidial di Rupert Sciamenna in Mario.

Ok, e fin qui siamo scettici (perlomeno io lo sono). Aggiungiamo la regia di Phil Lord e Chris Miller, che nel curriculum hanno alle spalle il mediocre Piovono Polpette (il cui sequel uscirà a settembre di quest’anno), ai quali si aggiunge Chris McKay, braccio destro di Seth Green e del suo “Robot Chicken” (se non lo conoscete siete brutte persone). E quest’ultima cosa mi regala un minimo di speranza.

Andiamo a chiudere con i doppiatori: il protagonista Emmet sarà Chris Pratt (“Everwood”, “Parks And Recreation” e soprattutto marito di Anna Faris), la bella ragazza sarà, a ragione, Elizabeth Banks (per tutti i fan di “Scrubs” resterà per sempre la dottoressa Kim Briggs), Will Arnett sarà Batman (da sbeffeggiare alla Christian Bale). mentre l’anziano e saggio mistico sarà Morgan Freeman (strano, non gli danno mai parti di questo tipo…).

E poi Will Ferrell farà il cattivissimo Lord Business. E questo film torno ad odiarlo già immediatamente.

Ah, c’è pure Liam Neeson, che fa il Poliziotto Cattivo (e purtroppo non Qui-Gon Jinn). E a proposito non aspettiamoci personaggi di Star Wars o della Marvel (in mano alla Disney), o del Signore degli Anelli

Resto scettico, ma non è detto che mattone su mattone non venga fuori un grande film…

the-lego-movie-2014