Lo Spot Celebrativo di Sky Movies Disney: scoviamo tutte le citazioni!

Amo gli Easter Eggs. Di conseguenza, amo questo video, realizzato dagli inglesi di Sky Movies HD per celebrare un anno del loro canale dedicato ai film Disney. O comunque una roba simile a quanto ho capito. Ma quello che conta è comunque il fatto che è aperta la caccia.

LISTA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

0:01 Trilli che attraversa il Tower Bridge

0:02 La Sirenetta su uno scoglio nel Tamigi

0:03 Dumbo che vola sopra alla Perla Nera. Nel cielo poi un coccodrillo di nuvole

0:08 Rudy, Anita e buona parte dei 101 Dalmata

0:09 Siamo a Cherry Tree Lane, dove abitava Mr. Banks con la sua famiglia

0:10 Il negozio si chiama Glass Slipper Curiosity (Rarità della Scarpetta di Cristallo) e Cenerentola sta spazzando sognante

0:11 Ok, la vetrina: i biscotti “Mangiami” di Alice e il cappello del Cappellaio Matto (sinistra alto); Tockins, Lumière e Mrs. Bric (sinistra basso); lo specchio della strega di Biancaneve, Grimilde (destra alto); l’arco di Merida e la scarpetta di Cenerentola. Inoltre il campanaccio è fatto con la coda di Ih-Oh

0:12 Gli uccellini di Biancaneve (ma pure di Cenerentola, Aurora e altri…)

0:13 Il cartello Scales and Arpeggios, riferimento alla canzone degli Aristogatti

0:14 Nana (Peter Pan) ed alle sue spalle un muro fatto di porte di Monsters, Inc., senza tralasciare poi i poster sul muro, con a sinistra quelli che sembrano Nemo e il Beccaccino

0:15 Oltre all’ovvio cancello di Topolino: l’Olimpo tra i due palazzi, su uno dei quali si arrampica Elastigirl

0:16 Peter, Wendy, Gianni e Michele che volano su un cielo identico alla tappezzeria della camera di Andy in Toy Story

0:20 Vabbè, Lilli e il Vagabondo MA c’è pure la mela di Biancaneve sul tavolo

0:23 La Torre di Rapunzel e appena dietro, in basso, LA RUPE DEI RE

0:26 Belle che legge tra La Spada nella Roccia e la Rosa della Bestia. Sotto quest’ultima un cartello per il Bosco dei Cento Acri, che però sembra portare al labirinto di Alice

0:28 Il Bianconiglio con tanto di orologio

0:29 I palloncini di Up

0:31 La carrozza di Cenerentola davanti ad un palazzo con pubblicità di: “Harryhausen’s”, il ristorante sushi di Monsters, Inc.; Wall-E e Eve; il Cozy Cone Motel di Cars. Sulla costruzione di fronte con la scritta Flynn’s (Rider?) il logo degli Incredibili, a sua volta davanti al palazzo del gioco Felix Aggiustatutto, pur senza Ralph

0:33 I giocattoli che attraversano la strada sotto i birilli come in Toy Story 2. Inoltre dalla finestra sopra al dentista P. Sherman (con tanto di acquario con Nemo) a Jasmine scappa dalle mani il Tappeto Volante

0:35 Davanti al negozio di Geppetto e Figlio (Pinocchio) passeggiano sette piccoli operai le cui ombre ricordano parecchio quelle di alcuni famosi nani

0:38 Il ristorante 5 stelle Gusteau’s, con tanto di Remy sull’uscio. Che si trova all’angolo di Wallaby Way (ovvio, vista la presenza del dentista P.  Sherman)

0:39 Intanto spunta il maggiolino Herbie, mentre Mary Poppins vola sopra la Cattedrale di Notre Dame

0:42 Sul bordo della strada spunta un Gargoyle, mentre nel palazzo dove amoreggiano Romeo e Duchessa si vede la sagoma di Topolino

0:44 Mary Poppins incrocia i suoi amici spazzacamini sopra i tetti di Londra

0:47 Le amate lanterne di Rapunzel

0:49 Sotto la Luna, la seconda stella a destra 

0:52 Trilli riattraversa il Tower Bridge

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#Sapevatelo: 5 cose su… Up

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1) Partendo dalla premessa che tutti i premi che ha vinto se li è meritati di gran lunga, Up è il secondo film d’animazione nella storia del cinema ad essere stato nominato per la vittoria del premio Oscar nella categoria “Miglior Film” (vinse The Hurt Locker). Il primo era stato La Bella e La Bestia nel 1991, quando ancora però non esisteva il premio per il miglior lungometraggio d’animazione. Superfluo aggiungere che Up nel 2010 quest’ultimo lo vinse a mani basse. Fu anche il primo lungometraggio animato ad aprire il Festival di Cannes, il 29 maggio del 2009: in quell’occasione, dopo aver visto il film, la sala rimase completamente in silenzio. Fu l’attrice Tilda Swinton ad alzarsi in piedi per prima ad applaudire, facendo partire la standing ovation.

2) Tra le tante cose meravigliose di questo capolavoro, c’è da prestare molta attenzione ai colori usati. Il magenta in Up vi dice qualcosa? No? Allora leggete cosa ci spiega Ricky Nierva, production designer del progetto: “Il film parte con un cinegiornale in bianco e nero e questo ci ha fatto pensare di utilizzare al meglio i colori per raccontare la nostra storia. Quando Ellie è viva e Carl è pieno di vitalità, le scale di colori sono brillanti, vivaci. Dopo la scomparsa di Ellie tutto torna a spegnersi, si ritorna quasi al bianco e nero. Abbiamo pensato anche di simboleggiare Ellie con il colore magenta: attraverso tutto il film ci sono fiori, paesaggi, cieli di quel colore a ricordarci la sua presenza costante. Quando Carl decide di isolarsi dal mondo non vediamo più molti colori, fino alla comparsa di Russell, che cambia tutto. Porta di nuovo il colore nella sua vita. E così ogni volta che un nuovo personaggio entra a far parte della sua vita, come Dug, abbiamo aggiunto un nuovo colore alla scena.”

3) Il film, uscito nel 2009, era in cantiere fin dal 2004, sempre con regia e sceneggiatura di Pete Docter e Bob Peterson. Nelle prime fasi di stesura della storia il volo di Carl e della sua casa sarebbe stato inizialmente molto più tragico nei toni, in quanto l’uomo sarebbe partito alla volta del cielo per raggiungere la defunta Ellie, in quello che si sarebbe rivelato una sorta di viaggio suicida. Si cambiò poi leggermente il tiro, cercando di fargli avere ancora un obiettivo nella vita, quello di raggiungere la meta sudamericana che la povera Ellie non fece in tempo a visitare.

4) Degli Easter Eggs mi sono ripromesso di parlare relativamente poco, ma quando si ha a che fare con la Pixar è impossibile non accennarne. In questo caso ne segnalo uno presente in Toy Story 3, ovvero una cartolina appesa sulla bacheca della camera del cresciuto Andy.

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Se siete ancora in possesso di tutte le vostre diottrie, sulla cartolina potete leggere che a mandarla sono stati proprio Carl e Ellie Fredricksen.

5) Il cattivone del film si scopre essere l’avventuriero Charles Muntz, l’idolo dell’infanzia di Carl che si rivelerà poi essere un avido personaggio senza scrupoli. Il suo nome appare un riferimento abbastanza evidente alla figura di Charles Mintz. “Ecchiddiamineè?” direte voi. Charles Mintz è un produttore americano, noto per essere stato tra i primi a commissionare lavori ai giovani Walt Disney e Ub Iwerks, che si fecero conoscere attorno agli Anni ’20 per le loro Alice Comedies. Mintz, a capo della Winkler Pictures dopo aver sposato nel 1924 Margaret Winkler, chiese a Disney e Iwerks di sviluppare un nuovo personaggio per dei cortometraggi animati: ne venne fuori Oswald il Coniglio Fortunato, il primo grande “figlio artistico” di Walt Disney. Quel gran furbone di Mintz, dopo aver visto il successo di Oswald, mise direttamente sotto contratto per la sua azienda tutti gli animatori che lavoravano per Disney (tranne Iwerks, che gli rimase fedele), prendendo in mano in prima persona la produzione del cartoon, soffiando di fatto i diritti del coniglio al buon Walt (che si rifece in fretta e nel 1928 creò a sua volta il buon Topolino). Insomma, tutto questo per sottolineare la plausibilità del parallelo Carl Friedricksen/Walt Disney e di quello Charles Muntz/Charles Mintz.

#Sapevatelo: 5 cose su… La Sirenetta

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1) Come anticipato quando si parlava de “Gli Aristogatti”, fu “La Sirenetta” a tirare definitivamente la Disney fuori dalla crisi in cui aveva contribuito a gettarsi con budget ridotti, film mediocri e sperimentazioni fallite (“Gli Aristogatti”“Red e Toby – Nemiciamici”“Taron e la pentola magica”). Il film costò 40 milioni di dollari ed inizialmente attirò su di sé i dubbi e le perplessità di Jeffrey Katzenberg, allora Amministratore Delegato della Disney (oggi lo è della DreamWorks, di cui è uno dei fondatori): a suo parere un film con protagonista una giovane sirena, rivolto ad un pubblico prettamente femminile, non sarebbe stato in grado di raggiungere il successo del precedente film “Oliver & Company” (74 milioni). Cambiò idea quando si decise a vedere la pellicola quasi al completo, sentendo il profumo di soldoni. Per la cronaca saranno 211 i milioni incassati, di cui 84 inizialmente solo tra USA e Canada.

2) Non va dimenticata l’importanza del già citato “Oliver & Company” nel successo de “La Sirenetta”. In seguito alla morte di Walt Disney la casa di produzione aveva faticato a produrre capolavori, cercando più che altro di sopravvivere con produzioni dal budget non altissimo, cercando di sfruttare mode del momento o provando a sperimentare nuove strade, come l’amarezza di “Red e Toby” o il fantasy-noir (pessimo) di “Taron e la pentola magica”. Dopo diversi buchi nell’acqua alla Disney si capì che bisognava tornare alle origini, e soprattutto al film/musical: ed ecco che “Oliver & Company”, 1988, realizzato anche con quanto raccolto – molto – da “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, si prestò bene a tastare il terreno, con un film ricco di canzoni e coreografie, stile che mancava ormai da tempo alla Disney (l’ultimo forse fu “Robin Hood”, 1973). Il risultato fu positivo al botteghino: la Disney aggiunse una favola con una principessa (con una rielaborazione de “La Sirenetta” in cantiere già dagli anni ’30, con lo stesso Disney nel pieno dell’attività) al tema del musical animato. And boom goes the dynamite.

3) Gli Easter Eggs sono da sempre tra gli elementi più affascinanti delle produzioni cinematografiche. La Disney ne ha fatto sempre un buon utilizzo e non mancano ovviamente ne “La Sirenetta”: non starò qui ad elencarli tutti, ma prendo come esempio quello a mio parere più significativo:

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Siamo all’inizio del film, poco dopo i titoli di apertura, all’ingresso in scena di Re Tritone, e nella folla si scorgono tre ospiti speciali…

4) L’aspetto di Ariel fu basato su quello della bellissima Alyssa Milano (che appezzeremo anche in “Melrose Place” e “Streghe”), che all’epoca (1989) era famosa per interpretare la figlia teenager del protagonista nel telefilm “Casalingo Superpiù”, uno dei prodotti di spicco, con “Pappa e Ciccia”“Una bionda per papà” e “Otto sotto un tetto” della ABC. Rete, la ABC, che ha sempre avuto legami con la Disney, con investimenti anche nei parchi a tema, e che tra l’altro diventerà di proprietà della stessa multinazionale del topo nel 1995. Anche Ursula ebbe una base di ispirazione reale, ovvero la drag queen del secolo, secondo People, Divine, mentre per Sebastian è evidente il tocco alla Sammy Davis Junior.

5) Quante volte avete sentito di simboli sessuali nascosti in maniera più o meno evidente nelle pellicole Disney? Scommetto tante, forse troppe. In questo caso però l’ennesimo genitore moralista tirò su un vero e proprio putiferio. Sulla prima copertina della VHS, una delle torri del palazzo alle spalle dei protagonisti assomiglia in maniera inequivocabile ad un pene. La genitrice in questione, allarmata dal fatto che la propria creatura, fissando attentamente l’immagine, potesse rimanere traumatizzata a vita o esclamare “Oh cazzo, quello è un cazzo!”, dopo aver sequestrato in nome della moralità tutte le copie del film in un supermarket di Phoenix, si radunò con altri genitori per protestare contro l’ignobile gesto, frutto, secondo la Disney, di un errore dovuto alla fretta del disegnatore. Il risultato? La copertina fu cambiata, ma ormai era troppo tardi per quei bambini traviati….

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