Crash e la violenza (premiata) sugli orsi polari

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Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back aveva un sacco di segreti fighi: livelli nascosti, aree bonus, collegamenti tra livelli. La cosa fantastica è che tutte questi extra erano nascosti DAVVERO bene, in posti che non ti aspetteresti mai. Percorsi che sembravano presagire alla morte sicura erano in realtà l’unica via verso le gemme che avevi sempre maledetto (perché non riuscivi a capire dove diavolo prenderle). E col cavolo che nel 1998 andavi a scoprirle su internet ‘ste cose: o ci capitavi in mezzo, un po’ per coraggio, un po’ per culo, o non ci saresti mai arrivato.

Di tutti questi segreti c’è n’è sempre stato uno che mi ha lasciato interdetto o, meglio, esterrefatto. Il gioco prevedeva una struttura a warp room verticali attraversabili grazie ad una piattaforma. Al secondo piano ti trovavi in un ambiente polare e soprattutto davanti al mitico livello 08 “Bear It” (e bastava già solo la citazione di Michael Jackson a renderlo tale). Nel livello in questione si cavalcava un orsetto polare, con lo stesso gameplay introdotto nel primo capitolo, quando il marsupiale si trovava a cavalcare un cinghiale (dopo averci lanciato uno sguardo piuttosto ambiguo).

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Questo, per intenderci. Ma non divaghiamo: all’entrata di questo livello c’era il piccolo Polar, orsetto bianco dagli occhioni dolci che sulla scala della pucciosità sta lì a giocarsela con una cassa di gattini appena nati. Ed eccoci al fulcro del trucco di cui voglio parlare.

Praticamente, se SALTAVI IN TESTA all’orsacchiotto quelle 20-30 volte (numero destinato ad abbassarsi se ti esibivi con delle SPANCIATE VIOLENTE), mentre il poveretto abbaiava (si, abbaiava) il gioco inspiegabilmente ti regalava 10 VITE EXTRA.

Ora, ovviamente non è niente di scandaloso in un videogioco, ma la mia domanda è: perché?! Cioè, mi fa impazzire (in positivo) l’idea che gli sviluppatori abbiano detto una roba del tipo “Oh qui ci piazziamo un orsetto a caso? Si ok ma gli diamo un senso? Una roba del tipo che SE GLI SALTI IN TESTA TRENTA VOLTE regaliamo qualcosa al giocatore? Ok, andata.”

E lo hanno fatto! Tra l’altro senza darti il minimo sentore o suggerimento dell’esistenza del trucco. Hanno piazzato lì l’orsetto e ciao. E da amante del non-sense non posso fare altro che applaudire. Viva Crash, viva la Naughty Dog.

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Next Generation #24 (Dicembre 1996)

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Quanta epicità in una sola copertina.

Il “Crash” di Mario Kart 8

Posto il fatto che la conferenza di Nintendo all’E3 è ormai la stessa da parecchio tempo a questa parte, con gli stessi giochi presentati; posto che non sanno più che nomi dare ai Pokémon, essendo finiti i colori; posto che nel nuovo Super Smash Bros. i newcomers saranno Megaman (grazie) ed il “temibilissimo” Villager diAnimal Crossing, con l’assenza, con grande probabilità, di Sonic e Solid Snake; posto e dato per assodato tutto questo, ci rimaneva Mario Kart 8.

Ah, Mario Kart. Il Re del genere, il sovrano incontrastato dei kart game. Con la WiiU sempre più in crisi, le mie speranze di ritornare a sbeffeggiare i possessori di Playstation e XboX si ripongono tutte in questo capitolo. Ma per ora devo dire, purtroppo, che non va.

Fondamentalmente si riparte da Mario Kart 7 (esclusiva 3DS), con le macchine pronte a trasformarsi in deltaplani e sottomarini più l’eccezionale e innovativa, secondo il suo produttore Hidekki Konno, feature dell’antigravità.

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Kart magnetici, che possono correre in determinate zone della pista sulle pareti e addirittura a testa in giù, per il divertimento di tutti quelli che stavano male solo già a guidare sulla Pista Arcobaleno di Mario Kart Wii (esperienza allucinogena). Qualcosa però non torna.

Già, perché la mirabolante novità, su cui punta mamma Nintendo, non è una novità. Per chi divora i Kart Game (tipo il sottoscritto) non sarà difficile ripescare il mediocre Crash Nitro Kart, videogioco per Ps2 che quest’anno compie proprio 10 anni. Seguito “semiufficiale” di Crash Team Racing della Naughty Dog (unico reale competitor della serie MK), sviluppato dalla Vicarious Visions, ruotava parecchio attorno al concetto di kart Magnetico.

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E come si può facilmente vedere dalle immagini, l’idea è praticamente la stessa. Detto ciò sono il primo a sostenere che un gioco, anche per essere un capolavoro, non debba essere innovativo a tutti costi, ma basta che sia divertente (decide poi il mercato cosa lo è e cosa non).

GAMEPLAY DI MARIO KART 8

GAMEPLAY DI CRASH NITRO KART

Ma da Nintendo penso sia logico aspettarsi di più. Qualcosa di più di una “involontaria” scopiazzatura o di un Mario vestito da gattino (si, evito di approfondire il discorso Super Mario 3D World). Ma evidentemente le idee, iniziano a scarseggiare un po’ per tutti…