#Sapevatelo: 5 cose su… La Sirenetta

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1) Come anticipato quando si parlava de “Gli Aristogatti”, fu “La Sirenetta” a tirare definitivamente la Disney fuori dalla crisi in cui aveva contribuito a gettarsi con budget ridotti, film mediocri e sperimentazioni fallite (“Gli Aristogatti”“Red e Toby – Nemiciamici”“Taron e la pentola magica”). Il film costò 40 milioni di dollari ed inizialmente attirò su di sé i dubbi e le perplessità di Jeffrey Katzenberg, allora Amministratore Delegato della Disney (oggi lo è della DreamWorks, di cui è uno dei fondatori): a suo parere un film con protagonista una giovane sirena, rivolto ad un pubblico prettamente femminile, non sarebbe stato in grado di raggiungere il successo del precedente film “Oliver & Company” (74 milioni). Cambiò idea quando si decise a vedere la pellicola quasi al completo, sentendo il profumo di soldoni. Per la cronaca saranno 211 i milioni incassati, di cui 84 inizialmente solo tra USA e Canada.

2) Non va dimenticata l’importanza del già citato “Oliver & Company” nel successo de “La Sirenetta”. In seguito alla morte di Walt Disney la casa di produzione aveva faticato a produrre capolavori, cercando più che altro di sopravvivere con produzioni dal budget non altissimo, cercando di sfruttare mode del momento o provando a sperimentare nuove strade, come l’amarezza di “Red e Toby” o il fantasy-noir (pessimo) di “Taron e la pentola magica”. Dopo diversi buchi nell’acqua alla Disney si capì che bisognava tornare alle origini, e soprattutto al film/musical: ed ecco che “Oliver & Company”, 1988, realizzato anche con quanto raccolto – molto – da “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, si prestò bene a tastare il terreno, con un film ricco di canzoni e coreografie, stile che mancava ormai da tempo alla Disney (l’ultimo forse fu “Robin Hood”, 1973). Il risultato fu positivo al botteghino: la Disney aggiunse una favola con una principessa (con una rielaborazione de “La Sirenetta” in cantiere già dagli anni ’30, con lo stesso Disney nel pieno dell’attività) al tema del musical animato. And boom goes the dynamite.

3) Gli Easter Eggs sono da sempre tra gli elementi più affascinanti delle produzioni cinematografiche. La Disney ne ha fatto sempre un buon utilizzo e non mancano ovviamente ne “La Sirenetta”: non starò qui ad elencarli tutti, ma prendo come esempio quello a mio parere più significativo:

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Siamo all’inizio del film, poco dopo i titoli di apertura, all’ingresso in scena di Re Tritone, e nella folla si scorgono tre ospiti speciali…

4) L’aspetto di Ariel fu basato su quello della bellissima Alyssa Milano (che appezzeremo anche in “Melrose Place” e “Streghe”), che all’epoca (1989) era famosa per interpretare la figlia teenager del protagonista nel telefilm “Casalingo Superpiù”, uno dei prodotti di spicco, con “Pappa e Ciccia”“Una bionda per papà” e “Otto sotto un tetto” della ABC. Rete, la ABC, che ha sempre avuto legami con la Disney, con investimenti anche nei parchi a tema, e che tra l’altro diventerà di proprietà della stessa multinazionale del topo nel 1995. Anche Ursula ebbe una base di ispirazione reale, ovvero la drag queen del secolo, secondo People, Divine, mentre per Sebastian è evidente il tocco alla Sammy Davis Junior.

5) Quante volte avete sentito di simboli sessuali nascosti in maniera più o meno evidente nelle pellicole Disney? Scommetto tante, forse troppe. In questo caso però l’ennesimo genitore moralista tirò su un vero e proprio putiferio. Sulla prima copertina della VHS, una delle torri del palazzo alle spalle dei protagonisti assomiglia in maniera inequivocabile ad un pene. La genitrice in questione, allarmata dal fatto che la propria creatura, fissando attentamente l’immagine, potesse rimanere traumatizzata a vita o esclamare “Oh cazzo, quello è un cazzo!”, dopo aver sequestrato in nome della moralità tutte le copie del film in un supermarket di Phoenix, si radunò con altri genitori per protestare contro l’ignobile gesto, frutto, secondo la Disney, di un errore dovuto alla fretta del disegnatore. Il risultato? La copertina fu cambiata, ma ormai era troppo tardi per quei bambini traviati….

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