Ci è piaciuto Dragon Trainer 2?

How-To-Train-Your-Dragon-2-2014-Movie-Images

Nella storia dell’animazione ci sono stati momenti dove un particolare film ha tracciato la strada da seguire per il successo in maniera decisa e innovativa, spostando gli equilibri e aggiungendo nuovi tasselli al concetto di “animazione per ragazzi”. Per la mia generazione IL film che rappresenta tutto questo è senz’altro Il Re Leone. Si adatta Shakespeare, si canta, si ride, ci si emoziona, si riflette. E si piange. Tantissimo.

Chi mastica un po’ di storia dell’animazione sa che Il Re Leone nel 1994 fu, all’interno della Disney, la causa scatenante di un terremoto societario che portò alle dimissioni dell’allora responsabile del reparto animazione Jeffrey Katzenberg. Quest’ultimo fondò poi la DreamWorks, assieme a Steven Spielberg e David Geffen (l’acronimo SKG rappresenta le iniziali del cognome dei tre membri), con l’obiettivo di competere a pieno regime con la Disney, ormai tutt’altro che velatamente mal sopportata da Katzenberg. Il tutto si concretizzò con la nascita nel 2000 del reparto animazione e con la successiva uscita di Shrek (primo premio Oscar come miglior film d’animazione) che, nelle intenzioni, rappresentava lo schiaffo in faccia al modello disneyano.

Ma tutto questo per dire cosa, insomma? Tutto questo per affermare che Dragon Trainer 2, nelle intenzioni, vuole essere il secondo grande schiaffo in faccia alla Disney da parte della DreamWorks. E il fatto che lo script iniziale, più cupo e ambiguo, sia stato rimaneggiato dai piani alti della casa di produzione (ovviamente Katzenberg) non fa che confermare la mia tesi. Chiaramente non farò nessuno spoiler sul film, ma l’impressione che avrete guardando il film, ed ovviamente il suo momento clou, è quella di una specie di gara (passatemi il termine) a “chi ce l’ha più lungo” con la Disney, con la DreamWorks che stavolta non prende in giro il modello disneyano, ma lo fa suo.

Il primo Dragon Trainer era il gioiello della DreamWorks, per profondità dei messaggi, per la costruzione dei personaggi, per un finale coraggioso, sorprendente e soprattutto potente. Si sentiva il bisogno di un sequel? Assolutamente no, ma stiamo pur sempre parlando della DreamWorks, la casa che ci ha dato 4 Shrek (e lo spinoff sul Gatto con gli stivali), 3 Madagascar (più il prossimo film sui Pinguini), 2 Kung Fu Panda (con il terzo episodio in lavorazione). Abituata com’è a mungere i propri franchise di successo fino all’ultima goccia era inevitabile che arrivasse. Tra l’altro è già sicuro che ci sarà anche Dragon Trainer 3, dato che il regista e sceneggiatore Dean DeBlois (regista anche nel primo con Chris Sanders, qui produttore) ha accettato di realizzare il secondo capitolo a patto di realizzare SOLO una trilogia (e cercano già di convincerlo a pensare al quarto).

Dunque non se ne sentiva il bisogno, ma quello che vi stupirà di questa pellicola è proprio la coerenza con l’universo narrativo del precedente capitolo. Sono passati 5 anni dagli eventi del primo film e tutto è esattamente come qualunque persona potrebbe pensare. I personaggi non sono stati stravolti e portano visibilmente segni di invecchiamento e maturazione, fisica e mentale.

I nuovi personaggi non sono stati inseriti in maniera forzata e tutto è spiegato e spiegabile. L’unico pretesto narrativo un po’ campato per aria riguarda, forse, giusto la cicatrice di Hiccup, ma non pregiudica minimamente la qualità del film. E se gli amanti della qualità difficilmente resteranno delusi, anche quelli della pucciosità avranno pane per i loro denti, con i draghi, Sdentato in primis, in versione “micioni coccoloni con le squame”. E, si sa, i gattini domineranno il mondo.

La grafica vi lascerà a bocca aperta e, incredibile a dirsi in un film dove si cavalcano draghi, non è assolutamente finalizzata alla commercializzazione della visione in 3D del film. E questo è un altro grande sigillo di qualità. Mi dicono dalla regia che inoltre per il film è stata utilizzata per la prima volta una tecnica denominata “elaborazione scalabile multi-core”, sviluppata con Hewlett-Packard e destinata a rivoluzionare il mondo dell’animazione computerizzata (almeno secondo quanto afferma Katzenberg). I risultati sono comunque eccezionali.

Il film in più occasioni strizza palesemente l’occhio a Guerre Stellari e, come anticipato, a Il Re Leone, senza mai risultarne una brutta scopiazzatura. Fate sempre attenzione a quello che succede sullo sfondo, perché non esistono punti morti e, vi ricordo, nulla viene lasciato al caso.

Con questo gioiellino di pellicola vi farete delle grandissime risate, ve lo assicuro. Vi emozionerete, vi innamorerete.

E piangerete.

Esattamente come ha fatto il bambino seduto vicino a me al cinema e consolato dai genitori. E direi che a prescindere da quello che posso dirvi io, è questo l’unico sigillo di qualità che conta davvero.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...