#Sapevatelo: 5 cose su… Dumbo

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1) Spesso le storie dei classici Disney derivano da famosissime fiabe, leggende e grandi miti. Nel caso, molto particolare di Dumbo, siamo di fronte ad un film che prende ispirazione da una breve storiella di neanche dieci pagine decisamente sconosciuta, scritta da Helen Aberson e illustrata da Harold Pearl nel 1939. Il tutto trovò l’interesse di Walt Disney quando fu distribuito in un formato particolare, chiamato Box & Scroll o Roll-A-Book, che prevedeva che illustrazioni e testo fossero messi in sequenza dentro una “scatola”, rendendo la lettura un qualcosa di simile alla visione di un film. Walt, tra lo stupore della stessa Aberson, fiutò l’affare e si pigliò subito i diritti, per poi realizzarne il film che uscì nel 1941.

2) Nonostante l’interesse da parte di Disney, Dumbo non doveva rappresentare un grandissimo investimento per i suoi studi. Realizzato più che altro come opera di riempimento in pieno periodo bellico (tanto che al contrario di quanto fatto fino a quel momento Walt Disney non ne curò direttamente la realizzazione), finisce con l’essere l’ancora di salvataggio della Disney stessa, reduce dai pessimi risultati al botteghino di Pinocchio e Fantasia (dovuti gran parte allo scoppio della guerra in Europa). Per terminarlo ci vollero appena sei mesi, e la chiusura dei mercati europei che ne impediva l’esportazione non faceva ben sperare. E invece guarda un po’ che succede: il film viene a costare 830mila dollari incassandone 2,5 milioni, ovvero più di quanto portarono a casa Pinocchio e Fantasia messi assieme. Voci dicono che Dumbo sia diventato subito il film preferito di Walt Disney. Chissà perché.

3) Oltre ad essere citato (a ragione) da Spielberg come rifugio psicologico degli Americani in tempo di guerra nel suo film “1941 Allarme a Hollywood”, (il generale Stilwell si commuove al cinema andando a vederlo alla sua uscita in sala) l’elefantino si era accaparrato la copertina del numero di dicembre del 1941 del Time, traguardo decisamente ambito da molti. Copertina che non vide però mai la luce a causa di forze maggiori, ovvero l’attacco di Pearl Harbor, che monopolizzò giustamente l’attenzione.

4) Un po’ di primati conquistati da Dumbo: è il primo lungometraggio Disney ambientato in America e il primo a presentare un protagonista che non parla mai per tutto il film (questo se ovviamente non consideriamo Cucciolo un protagonista); la versione italiana fu il primo adattamento curato da Roberto De Leonardis, figura storica che si occupò in prima persona di tutti i classici dal 1950 al 1981 (tranne “Lo Scrigno delle Sette Perle”); è infine il Classico Disney più breve in assoluto, di appena 64 minuti. Tra gli altri fatti degni di nota la lettera di congratulazioni di Walt Disney inviata al Quartetto Cetra e allo stesso De Leonardis per l’ottimo lavoro svolto nella versione italiana.

5) Periodo storico turbolento quello che accompagnò la produzione di Dumbo. Tra i tanti problemi, degno di nota è quello del sindacato degli animatori Screen Cartoonist Guild, guidato da Herbert Sorrell, che si scontrò duramente con Walt Disney per la sottoscrizione di un accordo che tutelasse le condizioni dei lavoratori. Dopo i tanti rifiuti di Disney, il 29 maggio del 1941, con la produzione del film ormai ben avviata,si giunse ad uno sciopero che coinvolse gran parte del personale, che venne persino caricaturato nel film, quando dei clown vanno a chiedere l’aumento al principale. Dopo cinque settimane il tutto si concluse, influendo sulla reputazione degli Studios Disney, non più un posto idilliaco.

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Un pensiero su “#Sapevatelo: 5 cose su… Dumbo

  1. Per quel poco che ho capito Disney prediligeva la tecnica alla storia e quindi posso capire che vedesse “Dumbo” come quasi un prodotto di serie B, così come i film realizzati in Xerox di cui Disney non era tanto soddisfatto a livello tecnico. Il punto forte di queste pellicole però è la storia, molto ben curata nella sua semplicità e a questo probabilmente si deve il successo di Dumbo e delle pellicole tra il 61 e l’ 81 che facevano pure uso tra “La spada nella roccia” e “Robin hood” di animazioni riciclate, soprattutto RH che difatti costò pochissimo rispetto agli altri, con LSNR che riprende pari pari la scena del torneo de “La verità su mamma oca”. Quando ho rivisto questo mediometraggio sono rimasto così °_O!
    Parlando di “Dumbo”, beh che dire? Uno dei classici più belli secondo me. Si tratta in maniera sensibile e non sdolcinata il tema del diverso facendo vedere che il mondo del circo non è tutto rose e fiori.
    Scena cult ovviamente la danza degli elefanti 😆 mentre la più toccante è quella in cui Dumbo va a trovare la madre rinchiusa! Seconda scena più toccante dopo quella della morte della madre di Bambi!

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