L’isola (LEGO) ci ha portati qui

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L’altro giorno, sistemando un po’ di vecchi cimeli, mi sono imbattuto nella scatola di un vecchio gioco per PC, che colpevolmente mi ero dimenticato, ma con cui ho passato davvero un sacco di tempo. Sto parlando di ISOLA LEGO. All’epoca non ero in grado di informarmi più di tanto su questo gioco, né tantomeno avrei potuto prevedere la sua importanza nella storia videoludica della LEGO.

Già perché era il 1997/1998, avevo 8 anni ed a casa mia era appena arrivata la PlayStation, con il fidato MegaDrive che comunque continuava a dare soddisfazioni. In mezzo a tutto quella manna, non so perché, ma insistetti per volere quel dannato Isola LEGO per PC. Già perché avevo anche un PC, con il quale più che altro sperimentavo i dolori della vita giocando a Campo Minato.

Cosa ricordo di questo gioco? Non più moltissimo, ma un paio di cose che trovavo particolarmente odiose si. Su tutte il fatto che i personaggi non fossero capaci di parlarti senza zompettare a destra e a manca e fare rumori strani da cartone animato stereotipato. Poi che il personaggio principali si chiamasse Pepper Roni (sul serio) e che fosse il figlio adottivo della coppia di italiani Mama e Papa Brickolini, che di mestiere facevano… i pizzaioli. E Pepper consegnava le pizze, ovviamente. C’erano anche altri personaggi, lo so, ma sinceramente non me li ricordo.

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Oltre a queste cose irritanti, questo gioco aveva però delle grandi idee. Gran parte di tutto quello che componeva l’isola poteva essere modificato, o perlomeno ci si poteva interagire in qualche modo. Inoltre l’isola era esplorabile in prima persona in tutto e per tutto: niente percorsi, niente barriere, tutto in 3D. E c’era pure un sacco di roba da costruire con un editor interno coi controcosi: insomma era come giocare davvero con il Lego, ma sul Pc. E difatti funzionò piuttosto bene, dice la storia.

Si perché Isola LEGO è il primo videogioco in assoluto con protagonisti i LEGO. Prima di LEGO Marvel Super Heroes, di LEGO Star Wars, di LEGO Rock Raiders, di LEGO Racers, prima di tutto c’è stato questo. E se oggi è stato possibile addirittura vedere un film “meraviglioso” basato sui mattoncini danesi, beh, un po’ lo dobbiamo pure a lui.

P.S. Se avete colto la citazione di Lost nel titolo, lode a voi.

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