Ci è piaciuto The Lego Movie?

LEGO

La prima volta che ne parlai su questo blog sicuramente non trapelava molto entusiasmo per The Lego Movie. Vuoi per la banalità della trama, vuoi per l’accozzaglia di personaggi che vi giravano attorno senza un senso preciso, vuoi per la presenza di Will Ferrell, il tutto non faceva altro che portarmi alla preghiera di non rovinare il ricordo d’infanzia (e non solo) dei miei amatissimi mattoncini preferiti.

Finalmente dopo averlo visto posso dire che… sono rimasto decisamente stranito. Ma piacevolmente stranito. Partendo dalla trama, bhè, tutto quell’alone di banalità che mi aspettavo resta lì per tre quarti del film. Poi Lord e Miller (i registi del film, ne parleremo meglio tra poco) ti fanno marameo e ti ribaltano COMPLETAMENTE il film. Ed è una gran bella cosa, senza spoilerare nulla: amo l’inaspettato, soprattutto nell’era della banalità.

Dicevamo di Lord e Miller: i due hanno già sfornato un’opera dal sottoscritto personalmente apprezzatissima come Piovono Polpette (IL PRIMO) che è il loro grande capolavoro, oltre ad aver scritto e prodotto due episodi della prima stagione di How I Met Your Mother (1×03 Il Dolce Sapore della Libertà e 1×09 Il Pieno di Tacchino).  Ecco, chi ha visto Piovono Polpette si renderà conto di una piccola cosa: il film è per grandi tratti IDENTICO. Identico nella comicità, fatta di cambi repentini di ritmo e nonsense nella quantità perfetta con la giusta dose di azione, e identico in diverse dinamiche di sviluppo della trama. Muta il fatto che, in Piovono Polpette, Flint è un genio emarginato dalla società, mentre, in The Lego Movie, Emmet è un omino Lego perfettamente inserito in una società di stampo capitalistico, ma comunque emarginato socialmente da questa. Sia chiaro che non è un male: Piovono Polpette è un film esilarante, il fatto che gli assomigli molto rende anche The Lego Movie un film esilarante. Poi, ripeto, questo accade per tre quarti del film, perché poi Lord e Miller ti fanno ricollegare tutti i pezzi del puzzle e… guardatelo.

Visivamente il film è un fortissimo schiaffo in faccia. Non ho trovato metafora migliore: lì per lì, per i primi minuti, quel misto di stop motion e computer grafica ti lascia intontito, ma appena quell’enorme mondo di mattoncini si apre sotto i tuoi occhi, esplodendo in meravigliosi giochi di colori, senti la forza del colpo. Sono proprio i colori a dominare tutto il film, dove nessun particolare viene lasciato al caso, dimostrando uno stile intermedio e frammentato, alternativo e innovativo, che frantuma la normalità odierna dell’abusatissima computer grafica. Una gioia per gli occhi.

Tra le tante cose che ho letto a proposito di The Lego Movie, una mi è rimasta particolarmente impressa. In questa recensione del The Globe and Mail si legge: “Can a feature-length toy commercial also work as a decent kids’ movie? The bombast of the G.I. Joe and Transformers franchises might suggest no, but after an uninspired year for animated movies, The Lego Movie is a 3-D animated film that connects.”

Ed è proprio così: il film è una perfetta pubblicità della Lego di 101 minuti. Si coglie lo spirito dell’azienda danese, presentando alcuni dei set che ne hanno fatto la storia, modernizzati e riproposti. E senza dimenticare le tendenza moderna attuale dei set legati a licenze di franchise cinematografici (facciamo partire l’infografica per capirne il successo).

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Si tratta insomma di una colossale e magnificamente architettata operazione di marketing. Tra le più riuscite degli ultimi anni credo, perché qui il mondo del film lo puoi ricreare davvero. Se ci spendi un botto di soldi e otto anni e mezzo di tempo, ma puoi farlo. E questo non fa che dare sostanza e coerenza al film. Il film è per bambini? Mah, non ne sono proprio sicuro… e mi darete ragione se dopo averlo visto rifletterete bene sul finale.

Insomma, questo The Lego Movie è consigliato o no? Chi segue questo blog sa che la nostalgia di quella “leggerezza” (cit.) qui è di casa, e in questo film emerge a palate. I bambini ne rimarranno colpiti visivamente, i più grandi ameranno la capacità di ricreare un mondo tanto vario quanto folle, con una serie di citazioni filmiche più o meno evidenti che vanno da RoboCop e Terminator a Il Signore degli Anelli, fino a Guerre Stellari (con la Warner che evidentemente è giunta a patti con la Disney). Con il tentativo, riuscito, di farti fuggire dal mondo fisso, inquadrato, INVARIABILE della monotonia di tutti i giorni. Quindi si, è ovviamente consigliatissimo.

P.S. Non so voi, ma per me è GENIALE (chi ha già visto il film capirà).

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