Jingle Shell, genealogia di una sigla

teenagemutantheroturtle

Correva la prima metà degli anni ’90, ed io ero uno dei fortunati possessori di un Sega Mega Drive. Dopo averlo consumato con i due primi giochi presi (Sonic e Michael Jackson’s Moonwalker) venni a conoscenza dell’uscita di quello che è senza alcun dubbio il videogioco che più ha accompagnato la mia infanzia (forse più di Crash Bandicoot 2 e delle prime due generazioni di Pokémon). Sto parlando di Teenage Mutant Ninja Turtles: The Hyperstone Heist.

Mi fece letteralmente impazzire, soprattutto in multiplayer, con giornate passate a finirlo tutto d’un fiato, che, se ben ricordate, mica si poteva salvare allora. Mi incantò subito l’opening, talmente bello che me lo sogno ancora la notte:

Soprattutto la musichetta restò nel mio cuore. La mitica sigla americana delle TMNT era una vera bomba. Noi in Italia eravamo abituati a quella del cartone cantata da Giampi Daldello (si, si chiamava così), questa per intenderci, e quella USA ce la siamo filata davvero poco, colpevolmente. Un jingle che ha fatto la storia, tra i più popolari e riconoscibili: “Heroes in a half shell, TURTLE POWER”.

Ma per ‘sta sigla chi devo ringraziare? Devo informarmi.

Fatta questa breve e doverosissima introduzione arriviamo al cuore del mio intervento. Negli stessi anni in cui giocavo alle Tartarughe sul Mega Drive, in televisione spopola, almeno per quanto mi ricordo, Pappa e Ciccia (in originale Roseanne). Tra il 1990 e il 1992 nello staff degli scrittori di quella serie figura un certo Chuck Lorre. Vi dice qualcosa?

Bene, sappiate che Lorre è creatore, tra tante cose, di tre serie televisive americane che hanno fatto la storia delle sit com: Dharma e Greg, Due Uomini e Mezzo e The Big Bang Theory. Gran parte del nostro intrattenimento televisivo serale lo dobbiamo a lui. Lorre ha anche un modo molto curioso di firmare le proprie opere: le Vanity Card, ovvero delle schermate testuali che chiudono ogni puntata dei suoi show, in cui lo stesso Lorre espone pareri personali su diverse situazioni, non solo legate alla serie, ma spesso derivanti dalle sue esperienze di vita.

In questo caso ci interessa la prima parte della Vanity Card #165, andata in onda il 16 ottobre 2006:

I have always been a literal and linear writer. For better or worse, when I put words on paper, my mind seeks logic and clarity. I think this is the reason my song-writing career peaked at, “They’re the world’s most fearsome fighting team, they’re heroes on a half shell and they’re green.”

Momento, momento, momento. Il picco della sua carriera di scrittore di canzoni è stato il racconto di temibili eroi verdi con il guscio. Cerco una conferma, mi arriva dalla Vanity Card #243 (9 marzo 2009):

Trying to get a break as a song writer I find out where Harry Nilsson lives and bring him a box of reel-to-reel tapes of my original songs. He threatens to kill me if I ever come to his house again.

Not funny then, funny now.

While working at Marvel Animation I’m told I don’t have what it takes to write for the Muppet Babies. Sadly, it’s true.

Not funny then, funny now.

Write French Kissin’ in the USA which is covered by Debbie Harry and released as the first single for her debut solo album. It effectively ends her solo career.

Not funny then, funny now.

Co-write theme song for new animated series called Teenage Mutant Ninja Turtles. The show is a massive international success. The music publisher tells my partner and I that we will not be paid music royalties for the millions of video games and video cassettes being sold. The reason we are given is that they’d rather not pay us.

Not funny then, still not funny.

Ok adesso ci sono: il giovane Chuck Lorre nel 1987 ha scritto e composto (assieme a Dennis C. Brown, suo collaboratore da lì in poi) la sigla delle TMNT. E fu anche inculato, in quanto non gli versarono mai le royalties per le tonnellate di riproduzioni del brano, tra cartoni e videogiochi. Il tutto dopo aver composto il brano con un budget ridosso all’osso (2000 dollari), in tempi ristrettissimi, costretti a registrare in orari folli (da mezzanotte alle otto del mattino, il meno caro), nello stesso studio in cui per il resto della giornata lavoravano al loro prossimo album i Journey.

Esperienza frenetica e fantastica (per Lorre anche traumatica, lo ricorda spesso) che spesso fa capolino nelle sue serie. Due Uomini e Mezzo, stagione 1, episodio 2: Charlie (Sheen), autore di jingle pubblicitari, si siede al piano con Jake e gli suona il suo primo grande successo…

The Big Bang Theory, stagione 6, episodio 10: Sheldon fa l’elenco delle sue sigle di cartoni animati preferite. Al terzo posto Spiderman, al secondo Inspector Gadget, al primo…

Kaboom. Tutto si ricollega, tutto ritorna, ora so chi ringraziare.

E allora: Grazie Chuck Norris Lorre.

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