#Sapevatelo: 5 cose su… Alla ricerca di Nemo

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1) Come dichiarato dal suo stesso regista, Andrew Stanton, doppio premio Oscar, prima proprio con “Alla ricerca di Nemo” e poi con “WALL-E” (e facciamo finta per la sua carriera che non sia mai esistito “John Carter”), tra le principali fonti di ispirazione per il film Pixar ci sarebbe stato “Bambi” (1942). Stanton definirà il film una sorta di “Bambi sottomarino” e moderno: entrambi affrontano il lutto iniziale della madre, l’allontanarsi dal nido con conseguente storia di formazione e il ritorno a casa memore dell’esperienza affrontata. In “Alla ricerca di Nemo” il viaggio è però doppio: è sia del figlio, Nemo, che del padre, Marlin, che è decisamente l’antitesi del padre di Bambi…

2) Paradossalmente (ma mica tanto, giusto per far capire quanto bene gli spettatori avessero colto uno dei tanti messaggi lanciati da “Alla ricerca di Nemo”), dopo l’uscita del film la richiesta mondiale di pesci pagliaccio e di altre specie tropicali appartenenti alla zone della Barriera Corallina aumentò vertiginosamente, tanto da decretare un’emergenza ambientale. Dall’altra parte, sempre nel 2003, il turismo in Australia ebbe un picco incredibile dovuto proprio al film, che fu usato dalla Commissione Australiana del Turismo come spot da mandare negli Stati Uniti e in Cina

3) “Alla ricerca di Nemo” è stato a lungo il DVD più venduto di tutti i tempi: da stime risalenti al 2006 (più recenti per ora non ne ho trovate) il film si attesta a più di 40 milioni di copie acquistate. Come comunicò la Walt Disney Pictures stessa ai tempi dell’uscita (novembre 2003), furono ben 8 i milioni di copie vendute nel suo primo giorno di disponibilità nei negozi americani.

4) Prima di “Alla ricerca di Nemo”, la Disney (che nel 2003 non possedeva ancora la Pixar, ma deteneva i diritti sui suoi personaggi) aveva già presentato il tema della disabilità nei suoi cartoni: evidente ne “Il Gobbo di Notre Dame” (1996), meno nei più datati “Dumbo” (1941), con le orecchie ipertrofiche dell’elefantino, e “Biancaneve e i sette nani” (1937), con il mutismo di Cucciolo.

5) Oltre al tema della disabilità fisica, i personaggi del film presentano quasi tutti forti crisi di identità o problemi mentali: gli squali BrutoRanda e Fiocco che cercano di rinunciare alla loro natura per diventare vegetariani, Dory e la sua perdita di memoria a breve termine, senza dimenticare i disturbi dovuti alla prigionia dei pesci nell’acquario del dentista dove si ritrova Nemo, dove si va dalle proiezioni mentali di inesistenti gemelle, a disturbi ossessivo compulsivi verso le bolle, fino a germofobia e sindrome degli accenti stranieri. Qualcosa che si avvicina ad un vero e proprio Ospedale Psichiatrico.

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